Una sintesi dei risultati della ricerca dell`Osservatorio Assolombarda Bocconi “Imprese oltre la crisi. I percorsi strategici delle imprese milanesi: sessanta casi a confronto”.
Nella primavera del 2010, quando i primi germogli della ripresa si affacciavano sullo scenario economico, Assolombarda decideva di intervistare 60 imprese di successo per comprendere come è possibile affrontare la crisi e uscirne indenni, se non addirittura più forti.
È nata così la ricerca dell`Osservatorio Assolombarda Bocconi “Imprese oltre la crisi. I percorsi strategici delle imprese milanesi: sessanta casi a confronto”, ricerca che si inserisce all`interno di un progetto di studio più ampio, promosso da Confindustria a livello nazionale.
L’Associazione ha invitato i massimi vertici delle 60 imprese individuate a incontri tra più imprenditori – i cosiddetti focus group – per confrontare con altri colleghi la propria esperienza recente. I racconti si sono concentrati sulle strategie attuate nell`ultimo periodo e sulle mosse pianificate per il prossimo futuro, con un’attenzione particolare al passaggio, delicatissimo, della crisi del 2009.
Ne è uscita una mappa delle azioni con cui le imprese hanno affrontato l’ultimo decennio: uno spettro articolato di approcci e soluzioni strategiche. Denominatore comune, la crescita.
Infatti, la ricerca conferma, innanzitutto, che le imprese ‘vincenti’ hanno continuato ad investire anche e soprattutto nei mesi più bui della crisi, spesso rafforzando il patrimonio aziendale. In parallelo, hanno ricercato una maggiore efficienza in termini di costi, ma senza intaccare il livello qualitativo dei prodotti offerti, che anzi in alcuni casi è stato ulteriormente innalzato.
Del resto, il punto di forza di queste imprese sta nelle aree tecniche, dalla produzione alla R&S, all’ingegnerizzazione. E competenze forti si concentrano, nello stesso tempo, nell’area commerciale.
In termini di modalità di crescita, è interessante notare che, sia per il passato sia per il futuro, le aziende danno grande rilevanza alla strada delle alleanze e delle acquisizioni. Non a caso, un quinto delle oltre 200 mosse strategiche censite con riferimento agli ultimi 10 anni è stata condotta per linee esterne.
In generale, molte delle 60 aziende intervistate sono dimensionalmente piccole, così come piccola è la stragrande maggioranza delle aziende che compongono il tessuto produttivo italiano. Piccole realtà per dipendenti e fatturato, che però si rivelano ‘grandi’ se misurate in termini di quota di mercato detenuta: molte operano in nicchie piccole o piccolissime di cui sono spesso leader.
L’altro lato della medaglia è che queste imprese si misurano con concorrenti mediamente più grandi di loro, talvolta enormemente più grandi, che – come dichiarano gli stessi imprenditori – fanno dei vantaggi di costo legati alla grande scala uno dei loro elementi competitivi.
In estrema sintesi, i percorsi strategici seguiti dalle imprese coinvolte si possono raggruppare in poche categorie. C’è chi è cresciuto progressivamente mantenendo inalterata la proprietà, chi – pur mantenendo ferma la proprietà – ha scelto una strada di sviluppo più rapida ricorrendo alla crescita esterna, chi ha trasformato il proprio business model, chi ha diversificato a parità o meno di assetto proprietario. Il vero messaggio che esce è comunque uno solo: crescere si può, anche in tempi di crisi.
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